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mercoledì 27 luglio 2011

L'orchite di Borghezio


L'ahi m'è onorevole Borghezio, ha definito privi di attributi, o meglio di coglioni, i compagni di partito, che hanno definito "farneticanti" le dichiarazioni da lui rilasciate, nelle quali definiva "condivisibili e profondamente sane" le idee di Breivik, ovvero di colui che il 22 di questo mese, ha provocato oltre 90 morti in Norvegia.
Per quanto mi riguarda, l'onorevole Borghezio, può stare tranquillo. Io di dubbi sulle dimensioni dei suoi coglioni, non ne ho. Nella sua persona essi si sono sicuramente sviluppati in modo abnorme, assorbendo quasi interamente le risorse che il metabolismo dell'onorevole, metteva a disposizione del proprio organismo durante la crescita.
Come spesso accade in questi casi, il tutto è avvenuto a discapito di altri organi. Ma l'onorevole Borghezio può stare anche qui tranquillo. Quello che ne ha pagato le conseguenze maggiori, è l'organo meno apprezzato ed  utilizzato dai politici italiani, il cervello.

lunedì 31 maggio 2010

Lutto per la pace.

Corriere della Sera

La Stampa

Reuters


Chi mi legge sa che ho spesso difeso, sul mio blog e nei miei commenti Israele e ancor di più i suoi cittadini. Non sempre condivido le scelte dei suoi governi, anzi sono spesso critico, ma ho sempre ritenuto legittima la sua esistenza e legittimo il suo diritto di amministrarsi e di difendersi.

Sono però completamente scioccato da quanto ho appreso pochi minuti fa. Ovvero dell'assalto ad un convoglio navale di aiuti umanitari non governativi. Convoglio che voleva forzare il blocco israeliano, ma che era ancora ampiamente in acque internazionali. Assalto che è costato la vita a 19 persone tra pacifisti e militari israeliani.

Non sono un'anima candida. Riesco benissimo ad immaginare che dietro l'operazione umanitaria ci fosse chi soffiava sul fuoco della provocazione. Ma non sono neanche disposto ad accettare facilmente la storia che su quel convoglio, ampiamente reclamizzato e controllato, su cui c'erano attivisti di tutto il mondo, italiani compresi, parlamentari tra l'altro d'Italia, Irlanda, Ungheria, convoglio passato al setaccio dalla dogana turca, si nascondesse chissà quale pericolo per Israele.

Mi auguro con tutto il cuore che la decisione di sparare sia stata una singola iniziativa, una reazione scomposta di qualcuno e non del governo o dei vertici militari di Israele.
Ma anche così la responsabilità di quanto accaduto non può che ricadere pesantemente su chi ha deciso ed avallato una simile operazione.
Spero, nello stesso interesse d'Israele e del suo popolo, che vi sia un iniziativa forte per chiarire le responsabilità.

Ma questo resterà per sempre un giorno di lutto per tutte le speranze di pace nel mondo.
Anche in luoghi molto lontani da dove sono avvenuti i fatti.

Per assurdo credo proprio che le maggiori conseguenze non saranno ne in Palestina, ne in Israele.
E' stata fornita un occasione troppo ghiotta a tutti i fanatici e agli integralisti del mondo. Israele si è caricata sulle spalle una responsabilità enorme le cui conseguenze ricadranno probabilmente sull'Europa e su quegli stati del mediterraneo che si trovano ad affrontare delicati equilibri ideologici, politici e culturali.

Certo è che le speranze di lasciare ai nostri figli un mondo migliore, si stanno allontanando ogni giorno di più.

Un pensiero ai morti... a tutti i morti.

mercoledì 13 maggio 2009

Memoria corta.



Questo articolo me lo ha segnalato un amica.

Credo che quando si parla delle vita delle persone, certe vittorie, rappresentino in realtà una sconfitta dell'umanità. In particolare di quella che dovrebbe stare dentro ognuno di noi.


lunedì 9 febbraio 2009

Il diritto di morire per vivere.

Il mio post che chiedeva il silenzio per Eluana, non voleva essere un silenzio su quello che considero un gravissimo atto del governo in carica e del suo presidente.
Ovvero cercare d'imporre per decreto, la propria visone (sentita o utilitaristica) della morale e dei valori.
Non solo ritengo che uno stato debba essere laico, laicità che tutela per primi i credenti, ma credo che in realtà ci sia ben poco di amore cristiano, di etico e di morale, nel voler imporre la vita a chi è pronto a morire.
La vita ha dovuto inventare la morte. Altrimenti la vita non potrebbe essere quella che concepiamo.
Religioni e culture meno dedite all'ego della nostra, lo hanno sempre saputo. La propria morte non veniva esorcizzata, nascosta, sfuggita, ma preparata.
Non si tratta di suicidio, ma del poter affrontare un momento comunque inevitabile, nel miglior modo possibile.

Io non sono credente. Ma penso di dovere comunque molto alle cose che ha detto Gesù. E non posso non ricordare a coloro che volevano imporre la "vita" ad Eluana, che Gesù è andato incontro alla propria morte anche quando avrebbe potuto fuggirla.

Il papà di Eluana ha subito una violenza inaudita. Ma credo che moltissime persone, anche moltissimi credenti, gli siano comunque vicini.
Molti di coloro con cui ho parlato in questi giorni, non neccessariamente persone che abbiano mai passato molto tempo a sviluppare complessi pensieri filosofici, si sono detti inorriditi da quello che accadeva, in merito alle decisioni del governo.
Prima ancora che i rischi per la costituzione e la democrazia, quello che spaventava tutti, era la possibilità che altri decidessero, sia pure per posporlo, il momento e il modo della nostra morte.
Questo decreto ha fatto capire a molti cosa sia davvero la libertà. Se infatti ci puo' risultare tollerabile accettare delle privazioni durante la nostra vita, vederci negare la possibilità di decidere, sull'unico evento veramente irripetibile che la vita prevede, la morte, ci ha spaventato molto di più di quanto avrebbe potuto fare l'annuncio di un tentato colpo di stato.

Il silenzio per Eluana, non voleva mettere a tacere la rabbia che provo, nel vedere questo scempio di quanto è stato costruito nei secoli per arrivare alla nostra democrazia.

Signor presidente del consiglio. L'Italia per essere unita ha dovuto sconfiggere il Papa in guerra. Non si è trattato di una mera questione territoriale. E' stato un atto senza il quale, lei mai avrebbe potuto essere eletto per ricoprire la sua carica. La prossima volta cerchi di ricordarlo.