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venerdì 28 ottobre 2011

Un “trainatore” d’altri tempi.

Pino Amato
Riporto integralmente con il consenso dell'autore, l'amico volovelista Marco Ghivarello, l'articolo che racconta la storia di Pino Amato.
Pino è uno di quei piloti in grado di riportare coi suoi racconti,  l'aviazione a quella dimensione un po' romantica e un po' eroica che possedeva ai suoi albori.
Ho la fortuna di conoscere Pino e anche quella di essere stato trainato da lui. Ogni volta che lo incontro mi racconta un episodio inedito della sua avventurosa vita da pilota. E ogni episodio è contemporaneamente vero ed incredibile. Con gli aneddoti di Pino si potrebbe scrivere un libro enciclopedico sulle disavventure a cui potenzialmente va incontro un trainatore e su come uscirne (spesso in modo fortunoso). Ma si potrebbe anche scrivere la storia di quando gli aerei si facevano volare con il "manico" e lo strumento più importante era il "sedere".
Oggi non si può più atterrare con lo Stinson sul cantiere della tangenziale a recuperare un aliante che li ha dovuto atterrare, con il rischio di decollare con un cono di gomma da segnalazione stradale, incastrato nel timone. Episodi che narrano anche di un mondo e di un cielo che la velocità e la tecnologia hanno reso troppo piccoli, per chi ama volare per il semplice gusto di stare in aria.

Qui il pdf con l'articolo originale corredato di alcune fotografie.

Per approfondimenti:
http://www.aeroclubtorino.it/monografie-trainatore.htm

Un “trainatore” d’altri tempi
comandante Pino Amato – Aero Club Torino
Ci sono piloti che a mio avviso vale la pena di “raccontare”, non fosse altro che per ricordare alle giovani leve la passione con la quale hanno dedicato una vita al volo.
Presso l’Aero Club Torino abbiamo la fortuna di avere alcuni “frammenti di storia” che ancora, pur saltuariamente, frequentano il ns. Aero Club, in particolare la sezione Volo a Vela in quanto, casualmente, tutti ex Volovelisti.
Proprio Pino Amato, recentemente intervistato, ha raccontato alcuni episodi ed aneddoti di una vita a dir poco avventurosa, da cui traspare un personaggio d’altri tempi, di quelli forgiati “a caldo”, e che ha dedicato l’intera esistenza alla passione del volo.
Per iniziare con il brevetto di Volo a Vela e la scuola di guerra frequentata presso l’Accademia Aeronautica di Ferrara nel lontano 1943 ( Pino è del ’22!), per poi venire mitragliato sui cieli di Chivasso da alcuni Spitfire mentre faceva esercitazioni acro con un CR42, ed in seguito rischiare almeno un paio di volte di esser fucilato prima che finisse la guerra. Erano altri tempi, e soprattutto dopo l’8 Settembre, non era poi così scontato il restare vivo scappando dopo essersi scavato la fossa con la minaccia dei fucili!
Finita la guerra Pino consegue il brevetto di II° grado e approda all’Aero Club Torino iniziando la sua lunga carriera come trainatore di alianti.
Grande allevatore di cani lupo (uno di questi gli salvò una volta la vita), impiegato presso l’INPS di Torino, Pino dedica tutto il suo tempo libero al volo, alternando l’attività di traino alianti a voli come solista sugli alianti del Club (inizia con le prime “strisciate” su alianti dai nomi impronunciabili quale lo “Zoegling” per passare all’Asiago, K7, K6, Ask13, Ask21, ecc.);
all’epoca il brevetto di Volo a Vela si conseguiva iniziando da subito su alianti monoposto, effettuando le cosiddette “strisciate” per poi passare a voli “alti”, un po’ come ad oggi si fa nel parapendio, probabilmente senza utilizzare la radio per le comunicazioni con l’allievo…..che tempi!!
Sposato con la compagna per la vita Wanda, eroina.....poco pubblicizzata ma non per questo meno importante, come molte altre mogli di piloti, inizia ad accumulare ore di volo sugli aerei trainatori del club;
il “mestiere” del trainatore, apparentemente semplice, richiede esperienza e perizia in quanto, in particolari situazioni, può nascondere le insidie caratteristiche degli alianti, note “!macchine da brutto tempo”;
si pensi ad un traino in montagna con 30 nodi di vento da Ovest (tipico della Val di Susa in condizioni di brusco salto barometrico), immaginando di arrivare sottovento ad un costone per portare un aliante fin dentro ai “tipici rotori da onda”, o si immagini un pilota maldestro che alza la coda al traino (situazione potenzialmente mortale per il pilota che traina), od ancora un motore che perde giri nei primi metri della salita con l’aliante attaccato……..oppure un aliante che per una improvvisa turbolenza avvolge il cavo intorno alla propria ala generando un improvviso violento incremento di resistenza che rallenta il rimorchiatore…..
E Pino durante 50 anni di voli ne ha viste proprio di tutti i colori…mi ricordo che quando c’era Ovest (vento forte) era uno dei pochissimi che continuava a volare, e di cui ci fidavamo noi aliantisti. E mi ricordo delle sue caratteristiche entrate in campo, scivolando d’ala per perdere rapidamente quota; oppure di quando è tornato con una lepre già
spellata attaccata al ruotino di coda, o quando ha capottato con lo “Stinson L3” nel grano per una piantata al motore..o quando è quasi stato centrato in volo da un aeromodello….
Mi ricordo quando diceva che era il secondo al mondo per numero di “cicli” di traino, ma attendeva di divenire il primo….diciamo per sopraggiunti limiti d’età del suo concorrente….Pino ha accumulato qualcosa come 5000 ore di volo a motore, un po’ meno quelle di volo a vela, nonchè qualche ora di Ulm; ancora oggi vola qualche volta in biposto (poco tempo fa abbiamo fatto un ora e mezza di “termica” forte, nonostante avesse esagerato con i peperoni a pranzo!), guida regolarmente la macchina a 87 anni e….produce ancora qualche litro di un vino molto buono!
Resta a mio avviso uno dei simboli dell’Aero Club Torino, e non solo, insieme ad una manciata di altri piloti, di ferro….di cui magari parleremo in un’altra occasione.
Ottobre 2011 Marco Ghivarello



martedì 10 maggio 2011

Verde Piemonte.

Scusate la prolungata assenza.
Impegni vari e pigrizia primaverile.
Mi rifaccio con qualche foto scattata qua e la durante il lavoro.

Aeroporto di Caselle... scarsa attività tankeristica.


Aeroporto di Alessandria (il praticello verde a dx del laghetto).


Quello che sta in mezzo...



Un parco solare.


Il sorvolo di Venaria e della reggia dall'AB412.

lunedì 28 marzo 2011

Malgrado tutto.

Non stiamo facendo molto per aiutare questa povera palla di acqua e fango persa nello spazio. Malgrado tutto essa ci regala ancora dei magnifici momenti.
Forse è arrivato il momento di rallentare un po' e fermarci a guardare meglio cosa ci offre il mondo.
Queste sono le immagini "rubate" durante una settimana di lavoro tra il Monte Rosa e le Alpi marittime.
Non hanno nessuna pretesa, sono fatte con il telefonino, se non quella di documentare alcuni istanti delle mie giornate.
Ritengo sia importante ricordare a tutti che viviamo in un posto bellissimo, che si rivela tale tutti i giorni, anche solo fuori dalla porta di casa, e che dobbiamo fare di tutto perché anche le future generazioni possano dire la stessa cosa.

Alta val di Susa verso il Moncenisio.

Il rifugio Garelli nelle Alpi Marittime alta valle Pesio.
Primo giorno d'apertura e prime impronte nella neve che lo circonda.
(il piano terra è ancora sepolto sotto la neve. Qui come appare in estate.).

Il Marguareis. Alpi Marittime

Salendo verso il Monte Rosa. In lontananza si vede il massiccio del Bianco.

 La valle del Lys ai piedi del monte Rosa.

mercoledì 16 febbraio 2011

737 grass strip

Questa foto proviene da qui.


Visto che il declino delle scie comiche ci regala il tempo per parlare di cose migliori, proseguo qui il discorso legato alle operazioni dei 737 da piste semi preparate cominciato nei commenti al post precedente grazie a questa foto segnalata da blekoldshaflo.

Siamo abituati a vedere gli aerei di linea, anche il piccolo 737, in grossi aeroporti dotati di lunghe piste in asfalto o cemento e ampi piazzali degli stessi materiali. Per cui fa un certo effetto immaginarci gli stessi aerei operare da piste che sono in realtà dei prati. Eppure questo accade relativamente spesso e il robusto 737 è uno degli aerei in grado di decollare da un capo di margherite... perlomeno se il campo e ben rullato, falciato e sufficientemente lungo.

Le principali notizie sulle operazioni dei 737 da piste semi preparate le possiamo trovare sul sito a lui dedicato, qui.

Questa specie di sci è in realtà poco più di un parafango. serve ad evitare che i sassi alzati dalle ruote del carrello anteriore, possano essere proiettati verso i motori o altre parti dell'aereo.
le gondole motore dispongono di appositi getti di aria compressa opportunamente orientati, che hanno lo scopo di allontanare i materiali più leggeri dalla presa d'aria ed impedire che vengano ingeriti dai compressori.
Nel vano carrello sono presenti delle griglie metalliche allo scopo di evitare che gli eventuali detriti proiettati dai pneumatici, possano danneggiare parti vitali degli impianti.

Anche per i flaps sono previste protezioni aggiuntive.
Tutte le foto "tecniche" provengono dal sito www.b737.org.uk

giovedì 13 gennaio 2011

Föhn

Ecco cosa succede volando in montagna, a gennaio, quando in quota c'è vento... ci si scalda.

Quota 5900 piedi:

Temperatura circa 15 gradi C.

I cumuli di rotore...

E come da copione le lenticolari ( Qui in lontananza sulla Francia dietro al colle del Moncenisio).

lunedì 27 dicembre 2010

27-12-2010

Mi scuso per le immagini piuttosto tremolanti. Purtroppo il telefonino non è il mezzo migliore per fare filmati... sopratutto da un elicottero che per sua natura vibra e trema come una lavatrice d'altri tempi. Però lo spettacolo era favoloso ed in qualche modo lo dovevo documentare.

Qui in HD

Buon Anno.

sabato 30 ottobre 2010

Come promesso.

Come promesso ecco il filmato del decollo all'alba del 28 ottobre 2010


giovedì 28 ottobre 2010

Decollo all'alba




Non riesco a convertire il filmato per cui per adesso vi dovete accontentare della foto. Decollo in elicottero all'alba.

mercoledì 27 ottobre 2010

Cielo e mare... di nubi.

27-10-2010





L'aspetto piacevole del lavoro :-)

E adesso vediamo se i complottisti s'inventano qualche baggianata.

mercoledì 7 aprile 2010

Blu toscano. Edit1

Tempi duri per il duo sanremese.
Il cielo sembra tramare sempre più contro di loro offrendosi per splendide fotografie.
Sotto un cielo cosi anche una giornata di lavoro può diventare un piacere. Perlomeno per chi non passa il tempo a coltivare la paranoia, invece di godersi quello che ci viene offerto giorno per giorno dalla vita.

Non ho avuto molto tempo per sistemare le foto. Perdonate riflessi dei plexiglas e il mare in discesa.
Volo in elicottero sul nord della Toscana.

Dai monti pisani si vede la Corsica, con le vette ancora innevate e la Gorgona.

L'aeroporto di Pisa e l'isola di Gorgona.

La neve è ancora abbondante sulle cime.


Le cave di marmo sulle Apuane.

La Lunigiana

Le Apuane dalla Lunigiana.


La Garfagnana e i monti verso Parma.

Edit1:

Arturo ma in che mondo vivi :-O ?



domenica 3 maggio 2009

Cumuli e scie

Mentre guardavo le foto del volo di oggi, mi sono accorto che in alcune di esse, insieme ai cumuli e alle montagne, comparivano anche delle scie di condensa.
Ricordo che il cumulo è una nube indicatrice di attività termica e quindi molto considerato dai volovelisti. Generalmente si risalgono le termiche fino alla base del cumulo per poi planare fino al punto di salita successivo. Altre volte si vola diritto seguendo quelle che in gergo si chiamano "strade di cumuli" Se veramente questi aerei volassero alla quota dei cumuli, sarebbero una seria minaccia per i gli alianti e non potrebbero passare inosservati ai loro piloti.

Eccone alcune.
[clicca sulle foto per ingrandirle]

La base dei cumuli era a circa 2500 mt. La montagna di fronte all'aliante è il monte Civrari in val di Susa, alto all'incirca 2500 mt. La scia che si vede sopra è molto sottile in quanto l'aereo oltre ad essere molto più in alto è anche arretrato rispetto al punto di scatto.

Questa foto invece è nella direzione opposta. Il monte che si trova sotto il cumulo è il Musinè all'ingresso della valle di Susa. E' alto circa 1300 mt. La base del cumulo è sempre sui 1800-2000 mt.



Invece queste due foto mostrano quanti insetti si possono raccogliere sull'ala in volo. Questi insetti vengono portati in quota dalle termiche. Spesso si può notare le rondini, anche ad altissima quota, affannarsi sotto la base dei cumuli. Esse stanno semplicemente cacciando gli insetti che la termica a portato fin li. Quindi nulla da stupirsi se le termiche riescono anche a trasportare delle ragnatele e se magari, alcune specie di ragno, si sono evolute utilizzando queste correnti come metodo di espansione e migrazione.

Per curiosità, siccome gli insetti sull'ala deteriorano di molto le prestazioni degli alianti, è stato inventato un attrezzo apposito per rimuoverli in volo. Il netta moschini. Una specie di tergicristallo che rimuove appunto i moschini dal bordo d'attacco del profilo.

sabato 11 aprile 2009

Bob Hover, una leggenda volante


Bob Hoover è una leggenda tra i piloti e gli appassionati di aviazione.

Dopo una brillante cariera come pilota militare, Bob è diventato famosissimo per le esibizioni a bordo del suo Twin Commander. Bimotore che, come potete vedere nei filmati volava spesso... con i motori spenti. Godetevi mentre con una mano sorregge una caraffa che versa in un bichiere... e con l'altra fa compiere al Twin Commander un perfetto tonneau :-)
Un altro suo numero famoso è il tonneau in 16 tempi (16!!!) in asse pista... naturalmente con entrambi i motori spenti ;-)

All'inizio degli anni 90, ormai a 70 anni d'età, Bob fu protagonista di un contenzioso con la FAA la quale, ritenendolo troppo vecchio per partecipare agli air show, gli aveva revocato il certificato medico.
A Bob venne però concessa la licenza di volo australiana e continuo a volare in tutto il mondo (esclusi gli USA) con quella.
Poco prima del ritiro della licenza, Bob Hoover, aveva avuto una grave avaria mentre volava sul mare con un T-28. Egli riuscì a dimostrare che la gestione dell'emergenza e l'aver riportato l'aereo in pista senza conseguenze, provavano che le sue capacità di volo non erano compromesse.
La FAA fu costretta a reintegrare la licenza a Bob. A metterlo a terra, perlomeno dagli air shoow, furono però le assicurazioni che a quel punto richiesero premi troppo elevati per le sue esibizioni.